Islam > Hadith > Il credo > Non vi è contagio [senza decreto divino], né presagio di sventura, ma mi piace il buon aus…
Autentico (şaĥīĥ)Aggiornato il 26 ottobre 2026 alle 23h26
📖 1 min di letturaعَنْ أَنَسِ بْنِ مَالِكٍ رضي الله عنه عَنِ النَّبِيِّ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: «لَا عَدْوَى، وَلَا طِيَرَةَ، وَيُعْجِبُنِي الْفَأْلُ» قَالَ قِيلَ: وَمَا الْفَأْلُ؟ قَالَ: «الْكَلِمَةُ الطَّيِّبَةُ».
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - afferma che la credenza preislamica secondo cui le malattie si trasmetterebbero autonomamente senza il decreto divino è falsa. Afferma inoltre che i presagi di sventura sono privi di fondamento. Essi consistono nel trarre cattivi auspici da qualsiasi cosa, sia uditiva che visiva - come gli uccelli, alcuni animali, le persone disabili, certi numeri o giorni, e simili. La menzione specifica degli uccelli deriva dalla credenza comune nell'epoca preislamica, in quanto si lasciava volare un eccello all'inizio di una cosa da intraprendere (viaggio, commercio ecc.) e si osservava il suo volo; se volava a destra era di buon auspicio e si procedeva, se volava a sinistra era di mal auspicio e si desisteva. Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha poi informato di apprezzare il buon auspicio, che consiste nella gioia e serenità che derivano dall'udire parole positive, le quali inducono a ben sperare nel proprio Signore.
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