Islam > Hadith > La giurisprudenza riguardante gli atti di adorazione > Chiunque pronuncia, quando ode il richiamo alla preghiera: «Ashhadu an lā ilāha illā Llāhu…
Autentico (şaĥīĥ)Aggiornato il 26 ottobre 2026 alle 23h26
📖 1 min di letturaIl Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha informato che chiunque, ascoltando il richiamante alla preghiera, dica: "Ashhadu an lā ilāha illā Llāhu waḥdahu lā sharīka lah (Testimonio che non v'è divinità eccetto Allāh, Unico senza associati)", ovvero: riconosco, attesto e dichiaro che non esiste entità degna di culto se non Allāh, e ogni entità oggetto di adorazione all'infuori di Lui è falsità. “Wa anna Muḥammadan ʿabduhu wa-rasūluh (E che Muḥammad è Suo servo e Messaggero)”, ossia: egli è un servo che non può essere adorato e un Messaggero che non mente. “Raḍītu bi-Llāhi rabban (Accetto Allāh come Signore)”, ovvero: la Sua Signoria, la Sua Divinità, i Suoi Nomi e Attributi. “Wa-bi-Muḥammadin rasūlan (E di Muhammad come Messaggero)”, ossia: con tutto ciò con cui è stato inviato e ha trasmesso a noi. “wa-bi-l-islāmi (e l'Islām come...)”, ossia: [accetto] tutti i precetti dell'Islām, sia i comandamenti che le proibizioni. “dīna (... come religione)", ossia: nel credo e nella sottomissione. “Ghufira lahu dhanbuh (gli saranno perdonati i peccati)”, ossia: i peccati minori.
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