Islam > Hadith > La politica fondata sulla sharia > Chi si sottrae all'obbedienza e si scinde dalla Congrega (Jamāʻah) e poi muore, muore la m…
Autentico (şaĥīĥ)Aggiornato il 26 ottobre 2026 alle 23h26
📖 2 min di letturaIl Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha spiegato che chiunque si sottragga dall'obbedienza alle autorità e si separi dalla comunità islamica che si è accordata nel prestare obbedienza ad un capo, e muoia in quella condizione di ribellione e disobbedienza, muore una morte simile a quella della gente dell'era della Jāhilyƴah (ignoranza pre-islamica) che non obbediva ad un unico capo e non si riuniva in un'unica comunità, ma bensì era divisa in fazioni e gruppi che si combattevano tra loro.
Inoltre, il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha informato che chiunque combatta sotto uno stendardo di cui non si distingue il giusto dal falso, che si adiri per mero fanatismo verso la propria appartenenza o tribù e non per far trionfare la religione e la verità, e che combatta in modo fanatico senza lungimiranza e sapienza, se costui viene ucciso in tale stato è come se fosse stato ucciso nell'era della Jāhilyƴah.
E chiunque si ribelli contro la sua comunità colpendone il probo e il trasgressore, senza preoccuparsi di ciò che commette e senza temere il castigo previsto per l'uccisione dei fedeli, e non adempia ai patti che gli infedeli o le autorità hanno pattuito e li violi, allora costui avrà commesso un atto rientrante tra i peccati maggiori, e colui che se ne macchia è destinatario di questo severo avvertimento.
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