Islam > Hadith > La giurisprudenza riguardante gli atti di adorazione > “Quando sentite il richiamante (al-mūʼaḏḏin) ripetete ciò che dice e poi pregate in mio fa…
Autentico (şaĥīĥ)Aggiornato il 26 ottobre 2026 alle 23h26
📖 2 min di letturaIl Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha istruito chiunque senta il richiamante (al-mūʼaḏḏin) chiamare alla preghiera a ripetere dopo di lui le sue parole, tranne nelle due espressioni d'invito ad accorrere (ĥaƴ ʻaltayn), a seguito delle quali si dice: "Non v’è potere né forza se non in Allah". Poi, concluso l'aḏān, si prega per il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - poiché a chi prega per lui una preghiera, Allah concede dieci volte tanto. La preghiera di Allah in favore del Suo servo consiste nell'elogio di Allah per il Suo servo presso gli angeli.
Ha ordinato poi di chiedere ad Allah di concedergli il “Tramite” (Al-Wasīlah), che è un rango nel Paradiso, il più elevato, il quale non sarà accessibile né concesso se non ad un solo servo tra tutti i servi di Allah, ed ha espresso la speranza di essere lui quel servo. Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse questo per umiltà, perché se quella posizione elevata è riservata ad una sola persona, allora quella persona non può essere che lui - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - perché egli è il migliore della creazione.
In seguito, il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha chiarito che colui che invoca per lui il “Tramite” (Al-Wasīlah) godrà della sua intercessione.
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