Home > Preghiera sul Profeta > I meriti della preghiera sul Profeta
Le raccolte di hadith hanno consacrato interi capitoli ai meriti della preghiera sul Profeta: Muslim nel suo Sahih, at-Tirmidhi nel suo capitolo «ciò che è riportato sui meriti della preghiera sul Profeta», al-Bayhaqi in as-Sunan al-Kubra e an-Nawawi nel Riyad as-Salihin. Ecco gli annunci principali, con il loro grado di autenticità così come le raccolte lo danno.
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Aggiornato il 05 ottobre 2026 alle 13h13
📖 5 min di letturaIl Profeta ha detto: «Chi prega una volta su di me, Allah prega dieci volte su di lui.»
Muslim nel suo Sahih (408); at-Tirmidhi (485): «hadith hasan sahih»
al-Hakim riporta una versione che aggiunge la cancellazione delle colpe: «...Allah prega dieci volte su di lui e gli cancella dieci colpe», e la giudica «di isnad autentico» (al-Mustadrak, 2018). at-Tirmidhi riporta anche: «...e gli iscrive dieci buone azioni». al-Bayhaqi la trasmette per il venerdì specificamente: «Moltiplicate la preghiera su di me il giorno del venerdì e la sua notte; chi prega una volta su di me, Allah prega dieci volte su di lui» (as-Sunan al-Kubra, 5994).
«Le persone più degne della mia vicinanza nel Giorno della Resurrezione sono quelle che avranno pregato di più su di me.»
at-Tirmidhi (484): «hadith hasan gharib»; Ibn Hibban nel suo Sahih; Ibn Abi Shayba in al-Musannaf
La vicinanza (waliyy) qui è quella dell'onore e del rango, non quella della parentela: la via di accesso al Profeta nel Giorno del Giudizio è la preghiera su di lui, aperta a chiunque della sua comunità.
«L'avaro (bakhil) è colui presso il quale sono nominato senza che egli preghi su di me.»
at-Tirmidhi (484): «hadith hasan sahih»; Riyad as-Salihin (1403)
Il Profeta disse anche: «Il naso dell'uomo sia strofinato nella polvere, colui presso il quale sono nominato senza che egli preghi su di me» (at-Tirmidhi, giudicato «hasan»; Riyad as-Salihin, 1400): un'espressione araba che marca il grande danno che ci si arreca a se stessi. al-Hakim riporta lo stesso senso con un isnad ritenuto autentico (al-Mustadrak, 2015).
«Tra i vostri migliori giorni è il giorno del venerdì: in esso Adamo fu creato, in esso morì, in esso sono il soffio (finale) e il fulmine (dell'Ora). Moltiplicate dunque su di me la preghiera in questo giorno, poiché la vostra preghiera mi è presentata.» Dissero: «O Messaggero di Allah, come ci sarà presentata quando tu sei deperito?». Disse: «In verità Allah ha vietato alla terra di rodere i corpi dei profeti.»
Abu Dawud (1047); an-Nawawi lo cita nel Riyad as-Salihin (1399) con un «isnad autentico»
al-Bayhaqi trasmette anche: «...colui tra voi che avrà pregato di più su di me sarà il più vicino a me in rango», precisando onestamente che le diverse vie di questo dettato contengono debolezza in alcuni isnad ma che il loro insieme basta a stabilirlo (as-Sunan al-Kubra, 5995).
«Nessuno saluta (dicendo as-salamu 'alayka) senza che Allah non restituisca il mio spirito perché io gli renda il salam.»
Abu Dawud con un isnad ritenuto autentico; Riyad as-Salihin (1402)
E disse, secondo Abu Dawud (isnad autentico, Riyad as-Salihin 1401): «Non fate della mia tomba una festa, e pregate su di me: la vostra preghiera mi giunge ovunque siate.» La preghiera su di lui non esige quindi né vicinanza alla sua tomba né una data particolare: gli giunge da ogni luogo.
Un hadith molto diffuso annuncia: «Chi dimentica di pregare su di me smarrisce la strada del Paradiso.» È riportato da Ibn Majah (908), da an-Nasa'i in as-Sunan al-Kubra (19177) e da Ibn Abi Shayba e 'Abd ar-Razzaq nei loro Musannaf; gli specialisti dell'hadith lo hanno giudicato debole. Lo citiamo a titolo informativo: il suo senso generale (il grande pregiudizio di trascurare questa preghiera) si congiunge ai testi autentici qui sopra, ma il testo in sé non serve da prova.
al-Bayhaqi riporta inoltre dal Profeta, per mezzo di Jibril: «chiunque ti saluta, io lo saluto; chiunque prega su di te, Io prego su di lui» (as-Sunan al-Kubra, 19176): la ricompensa annunciata è una preghiera di Allah sul servitore stesso, cioè una misericordia che lo copre.
Da leggere anche
Dieci preghiere di Allah sulla persona, secondo Muslim (408); una versione di al-Hakim aggiunge la cancellazione di dieci colpe e la registrazione di dieci buone azioni (al-Mustadrak, 2018).
No: riportato da Ibn Majah (908) e da altri, è giudicato debole dagli specialisti dell'hadith. Il suo senso generale si congiunge ai testi autentici, ma non serve da prova.
Il Profeta ha detto: «la vostra preghiera mi giunge ovunque siate» (Abu Dawud, isnad autentico): non serve essere a Medina né avere una data particolare.
La maggiore vicinanza a lui nel Giorno della Resurrezione (at-Tirmidhi, 484, hasan gharib) e, per il venerdì, il più alto rango vicino a lui secondo la versione di al-Bayhaqi (5995).