Home > Religioni e credenze > > Gesù o Maometto
La domanda suppone una scelta tra due rivali. L'islam risponde: non c'è scelta, c'è continuità. Issa e Maometto (pace su di loro) sono due fratelli della stessa catena profetica, portatori di un solo messaggio: adorare Allah solo.
Né l'uno né l'altro: entrambi, in una stessa continuità.
Il Corano comanda di credere in tutti i messaggeri "non facciamo differenza alcuna tra di loro" (Corano 2:136), e la religione che portano è una sola e la stessa: adorare Allah solo (Corano 42:13).
Issa (pace su di lui) annunciò Maometto (pace su di lui) (Corano 61:6), Maometto onora Issa, credere in lui fa parte della fede musulmana (al-Bukhari 3435), e il Profeta (pace su di lui) disse dei profeti che sono "fratelli le cui madri differiscono, ma la cui religione è una" (riportato da al-Bukhari e Muslim).
Somario:
Aggiornato il 17 ottobre 2026 alle 21h55
📖 4 min di letturaLa domanda "Gesù o Maometto?" si pone come si sceglie una squadra: bisogna prendere il buono e lasciare l'altro. L'islam rifiuta la domanda stessa. Il Corano comanda di credere in Allah e in tutti i messaggeri, "non facciamo differenza alcuna tra di loro" (Corano 2:136): Noè, Abramo (pace su di lui), Mosè (pace su di lui), Issa (pace su di lui), Maometto (pace su di lui), una stessa catena, uno stesso appello.
E il Corano precisa che la religione è una da un capo all'altro della storia: "[Egli] ha stabilito per voi, nella religione, la stessa via che aveva raccomandato a Noè, quella che riveliamo a Te, [o Muhammad,] e che imponemmo ad Abramo, a Mosè e a Gesù: “Assolvete al culto e non fatene motivo di divisione”. Ciò a cui li inviti è invero gravoso per gli associatori: Allah sceglie e avvicina a Sé chi vuole e a Sé guida chi Gli si rivolge [pentito]." (Corano 42:13).
Issa e Maometto non sono due campi: sono due anelli di una sola trasmissione, due fratelli della stessa casa. Il Profeta (pace su di lui) lo disse in una formula divenuta famosa: "I profeti sono fratelli le cui madri differiscono, ma la cui religione è una" (riportato da al-Bukhari e Muslim).
La continuità non è un'idea pia: è scritta nei testi da entrambe le parti. Issa, secondo il Corano, annunciò colui che sarebbe venuto dopo di lui: "per annunciarvi un Messaggero che verrà dopo di me, il cui nome sarà Ahmad" (Corano 61:6). Maometto, per parte sua, ricevette l'ordine di amare e credere in Issa: nessuno è musulmano senza testimoniare che Issa è "il servo di Allah e il Suo messaggero" (al-Bukhari 3435), e durante il viaggio notturno i due uomini si incontrarono, fratelli faccia a faccia (riportato da al-Bukhari).
Il musulmano che pronuncia la shahada onora Issa ogni giorno, poiché accetta esplicitamente la sua profezia; e attende il suo ritorno, poiché la sua elevazione vivente (Corano 4:158) annuncia la sua discesa della fine dei tempi.
Seguire Maometto è letteralmente seguire il cammino dove Issa ritorna.
Differenze esistono, e sono complementarità, non rivalità. La missione: Issa fu mandato ai figli d'Israele (Corano 3:49), Maometto a tutta l'umanità (Corano 34:28).
La legge: Issa confermò la Torâh e ricevette il Vangelo (Corano 5:46);
Maometto ricevette la legge definitiva che copre tutti gli aspetti della vita.
Il ruolo finale: Issa ritorna, e il suo stesso ritorno avviene nella continuità, poiché discenderà per seguire la legge di Maometto, pregare dietro una comunità musulmana e vivere come un servo di Allah (riportato da al-Bukhari e Muslim): perfino all'ultimo atto della storia, il fratello minore onora il sigillo, e il sigillo onora il fratello. Nulla di tutto ciò fa dell'uno un rivale dell'altro: è un racconto unico, scritto da una sola mano divina, i cui due uomini portano capitoli diversi.
Per il musulmano, la domanda è già risolta: ama entrambi, crede in entrambi, li segue entrambi, nell'ordine della continuità: segue Maometto che confermò Issa, e segue Issa in ciò che insegnò realmente, l'adorazione di Allah solo (Corano 3:51). Divinizzare Issa non è amarlo troppo: è misconoscerlo, lui che dirà nel Giorno del giudizio di non aver mai ordinato l'adorazione di altro che Allah (Corano 5:116-117). Onorarlo davvero è seguirlo dove vuole condurre: verso Allah solo.
E per il lettore cristiano che si chiede se debba scegliere: il Corano propone una parola comune piuttosto che un duello, "che non adoreremo altri che Allah, senza nulla associarGli" (Corano 3:64).
La continuità comincia esattamente lì. Per approfondire: la pagina Gesù nell'islam, la pagina Maometto annunciato nella Bibbia, e il silo diventare musulmano per fare il passo.
L'islam non stabilisce alcuna classifica da onorare e disputare: ogni profeta è grande per la sua missione, e il musulmano li ama tutti senza fare distinzione (Corano 2:136). Maometto (pace su di lui) è l'ultimo e il sigillo, Issa (pace su di lui) è onorato sopra tutti e ritorna alla fine dei tempi: i due titoli coesistono senza rivalità.
Sì: seguire Issa (pace su di lui), per un musulmano, è seguirlo in ciò che insegnò realmente, l'adorazione di Allah solo (Corano 3:51). Divinizzarlo sarebbe tradirlo; amarlo come servo e messaggero di Allah è onorarlo.
Perché ogni messaggio anteriore era destinato a un popolo e a un tempo, e testi furono alterati (Corano 2:79). Il messaggio finale, per parte sua, è universale e preservato: conferma i precedenti e li giudica (Corano 5:48), come un testamento finale che protegge tutte le eredità.