Perché il Corano dice che Gesù non è stato crocifisso?

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Il versetto della negazione (4:157), la sua lettura islamica, la posizione cristiana della croce redentrice, e lo stato del dibattito storico, senza caricatura da nessuna parte.

Risposta breve su la crocifissione nel Corano

Il Corano afferma che coloro che pretesero uccidere Gesù "e dissero: “Abbiamo ucciso il Messia Gesù figlio di Maria, il Messaggero di Allah!”. Invece non l'hanno né ucciso, né crocifisso, ma così parve loro. Coloro che sono in discordia a questo proposito, restano nel dubbio: non hanno altra scienza e non seguono altro che la congettura. Per certo non lo hanno ucciso", e che Allah lo elevò verso di Sé (Corano 4:157-158). Per l'islam, la crocifissione dunque non avvenne: un altro fu reso simile a Gesù, e Allah salvò il Suo messaggero.

È una delle divergenze storiche più nette col cristianesimo, che fonda la salvezza sulla croce (1 Corinzi 15:3);

per l'islam, nessuno porta il fardello altrui (Corano 6:164).

Aggiornato il 17 ottobre 2026 alle 21h55

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La crocifissione: ciò che dice il versetto della negazione

Il Corano si rivolge ai figli d'Israele a proposito della loro pretesa: "Certamente non l'hanno ucciso, ma Allah lo elevò verso di Sé" (Corano 4:157-158).

Il versetto pone tre cose: la crocifissione non avvenne; un'apparenza ingannò i testimoni; Issa (pace su di lui) fu elevato verso Allah.

La lettura islamica della crocifissione

I tafsir classici spiegano che Allah rese un uomo simile a Issa, che fu preso al suo posto mentre Issa era elevato. Sull'identità di quest'uomo, i sapienti hanno proposto diverse letture senza farne un articolo di fede: la certezza islamica riguarda la negazione della crocifissione di Issa, non l'identità di colui che subì quell'apparenza. La sua elevazione vivente spiega, nella credenza musulmana, il suo ritorno alla fine dei tempi (riportato da al-Bukhari e Muslim): un messaggero vivo in cielo può tornare a compiere la sua vita terrena.

Il senso del tawaffa ("Ti farò morire", Corano 3:55) fu anch'esso discusso dagli esegeti classici: la presa dell'anima (la morte) seguita dall'elevazione, o un sonno dal quale Issa è elevato; in entrambe le letture, egli non muore sulla croce, e Issa dirà nel Giorno del giudizio: "Ho detto loro solo quello che Tu mi avevi ordinato di dire: Adorate Allah, mio Signore e vostro Signore". Fui testimone di loro finché rimasi presso di loro; da quando mi hai elevato [a Te], Tu sei rimasto a sorvegliarli. Tu sei testimone di tutte le cose." (Corano 5:117).

Ciò che credono i cristiani

La croce è il centro della salvezza cristiana: "il Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture" (1 Corinzi 15:3). Il Catechismo della Chiesa cattolica presenta la morte del Cristo come il sacrificio unico che riscatta l'umanità.

Confutare la crocifissione è dunque, agli occhi dei cristiani, toccare il cuore della loro fede;

l'islam l'assume: per lui, la redenzione mediante il sangue di un innocente non esiste, perché "Di': “Dovrei cercare un altro signore all'infuori di Allah, che è il Signore di tutte le cose? Ognuno pecca contro se stesso: nessuno porterà il fardello di un altro. Poi ritornerete al vostro Signore ed Egli vi informerà sulle vostre discordie”." (Corano 6:164).

Il perdono si riceve direttamente da Allah tramite il pentimento, come Egli perdona chi torna a Lui (Corano 39:53).

La crocifissione: lo stato del dibattito storico

Le fonti antiche (Tacito, le menzioni di Giuseppe) riportano l'esecuzione di un uomo chiamato Gesù sotto Ponzio Pilato, ed è ciò che ripetono i manuali di storia. Tre precisazioni dal lato islamico: primo, il racconto della passione diverge negli stessi Vangeli (l'ora della crocifissione: "era la terza ora" in Marco 15:25, "verso la sesta ora" in Giovanni 19:14; le ultime parole differiscono tra i sinottici e Giovanni), il che mostra un racconto ricostruito, non una cronaca.

Secondo, l'idea di sostituzione non è un'invenzione del VII secolo: correnti antiche, come i basilidiani del II secolo, insegnavano che un altro era stato crocifisso al suo posto, come riporta Ireneo (Contro le eresie).

Terzo, e soprattutto: il musulmano non ha bisogno che gli storici confermino la sua credenza. Il Corano è per lui la parola di Allah, che sa ciò che accadde meglio di ogni ricostruzione. La fede non si vota a maggioranza di fonti.

La crocifissione: ciò che la divergenza cambia

Cambia tutto, in pratica: nessun peccato originale ereditato da riscattare, nessun sacrificio necessario, nessun intermediario. Ognuno nasce puro, risponde delle proprie azioni, e torna verso un Allah che perdona direttamente (Corano 39:53). La croce non è il centro dell'islam: la misericordia di Allah e il tawhid lo sono.

Domande frequenti su la crocifissione nel Corano

Tutti i musulmani devono credere che Gesù non è stato crocifisso?

Sì. Il Corano 4:157 è esplicito e fa parte della credenza: la crocifissione come raccontata non avvenne, e Issa (pace su di lui) fu elevato vivo verso Allah.

Chi è stato crocifisso, allora?

Il Corano non lo nomina. I tafsir classici propongono diverse letture (un nemico reso simile a lui, un volontario), senza consenso. La certezza islamica riguarda la negazione, non l'identità dell'altro uomo.

Gli storici non musulmani non dicono il contrario?

Le fonti antiche menzionano l'esecuzione di Gesù sotto Ponzio Pilato, ma il racconto della passione diverge negli stessi Vangeli (ore della crocifissione, ultime parole), e correnti antiche (come i basilidiani, riportati da Ireneo) insegnavano già la sostituzione. Il musulmano fonda la sua certezza sul Corano, non sulle ricostruzioni storiche.

Fonti: Corano 4:157-158 · Corano 6:164 · 1 Corinzi 15:3 (posizione cristiana) · Bibbia: Marco 15:25; Giovanni 19:14 (racconti divergenti) · Ireneo, Contro le eresie (letture antiche alternative)

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