Home > Religioni e credenze > > Perché l'islam rifiuta la Trinità?
Ciò che afferma esattamente la dottrina della Trinità, ciò che insegna il tawhid, il comando coranico esplicito, e la risposta islamica agli argomenti biblici del «Gesù è Dio».
L'islam rifiuta la Trinità perché insegna un Dio assolutamente unico, senza persona né associato (Corano 112), e la dottrina di un solo Dio in tre persone (formulata ai concili di Nicea nel 325 e Costantinopoli nel 381, CEC par. 253) contraddice quella unicità. Il Corano comanda alla Gente del Libro: "O Gente della Scrittura, non eccedete nella vostra religione e non dite su Allah altro che la verità. Il Messia Gesù, figlio di Maria non è altro che un messaggero di Allah, una Sua parola che Egli pose in Maria, uno spirito da Lui [proveniente]. Credete dunque in Allah e nei Suoi Messaggeri. Non dite “Tre”, smettete! Sarà meglio per voi. Invero Allah è un dio unico. Avrebbe un figlio? Gloria a Lui! A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e tutto quello che è sulla terra. Allah è sufficiente come garante." (Corano 4:171).
Questo rifiuto mira alla dottrina, mai alle persone.
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Aggiornato il 17 ottobre 2026 alle 21h55
📖 5 min di letturaLa Trinità è la dottrina cristiana di Dio: un solo Dio in tre persone distinte, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, una sola natura divina.
Il Credo di Nicea-Costantinopoli (forma comune delle grandi Chiese) dice: "Crediamo in un solo Dio... e in un solo Signore, Gesù Cristo, Figlio unigenito di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli, Dio nato da Dio". Il Catechismo della Chiesa cattolica scrive: "La Trinità è Una. Non confessiamo tre dèi, ma un solo Dio in tre persone" (CEC, par. 253), e riconosce che questo mistero eccede la ragione umana.
Formulata in essenza ai concili di Nicea (325) e Costantinopoli (381), divenne il criterio dell'ortodossia cristiana.
La storia stessa nutre la lettura islamica, e il predicatore e ricercatore Umar al-Ashqar la formula così: prima del concilio di Nicea (325), le comunità cristiane divergevano profondamente;
i padri riuniti in concilio non condividevano la stessa cappella, e la dottrina trinitaria prese la sua forma definitiva solo alla fine del IV secolo, cioè dopo Plotino (morto nel 270) e la diffusione del neoplatonismo di cui porta il marchio. In altre parole: il trinitarismo, come sistema definito, è posteriore alla filosofia greca che lo nutrì (Umar al-Ashqar, Muhadarat fi-l-Nasraniya, il capitolo sulla Trinità e la filosofia greca).
Il cuore dell'islam è il tawhid: Allah è assolutamente unico, senza associato, senza figlio, senza compagna, e nulla Gli assomiglia: "Di’: “Egli Allah è Unico, Allah è l’Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui”." (Corano 112).
"Il vostro Dio è il Dio Unico, non c'è altro dio che Lui, il Compassionevole, il Misericordioso." (Corano 2:163). Per l'islam, il culto dovuto al Creatore non può essere condiviso, e ogni dottrina che introduce una pluralità nella Sua natura, per sottile che sia, contraddice quell'unicità.
Il Corano si rivolge direttamente ai cristiani su questo punto: "O Gente della Scrittura, non eccedete nella vostra religione e non dite su Allah altro che la verità. Il Messia Gesù, figlio di Maria non è altro che un messaggero di Allah, una Sua parola che Egli pose in Maria, uno spirito da Lui [proveniente]. Credete dunque in Allah e nei Suoi Messaggeri. Non dite “Tre”, smettete! Sarà meglio per voi. Invero Allah è un dio unico. Avrebbe un figlio? Gloria a Lui! A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e tutto quello che è sulla terra. Allah è sufficiente come garante." (Corano 4:171). Il versetto onora Issa (pace su di lui) (messaggero, parola di Allah, spirito da Lui) negando al contempo la Trinità.
I cristiani fondano la divinità di Gesù su versetti del Nuovo Testamento. La lettura islamica, che rispetta questi testi ma li legge attraverso il tawhid, risponde punto per punto:
Al contrario, i versetti che distinguono Gesù da Dio sono numerosi e netti: "il Padre è più grande di me" (Giovanni 14:28), "quanto al giorno o all'ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo, né il Figlio, ma solo il Padre" (Marco 13:32), "che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo" (Giovanni 17:3), e la preghiera del Getsemani: "non la mia volontà, ma la tua" (Matteo 26:39).
Un Dio che prega, ignora qualcosa e si sottomette è, per l'islam, la descrizione di un servo eminente, non del Creatore.
Rifiutare la Trinità, per un musulmano, è difendere la purezza del monoteismo: è precisamente ciò che Issa stesso insegna secondo il Corano, che lo fa dire: "In verità, Allah è il mio e vostro Signore. AdorateLo dunque: "ecco la retta via"”." (Corano 3:51). Ciò non implica alcun disprezzo: il Corano onora i cristiani (Corano 5:82), vieta la coercizione in religione (Corano 2:256), e propone una parola comune: "Di': “O gente della Scrittura, addivenite ad una dichiarazione comune tra noi e voi: [e cioè] che non adoreremo altri che Allah, senza nulla associarGli, e che non prenderemo alcuni di noi come signori all'infuori di Allah”. Se poi volgono le spalle, allora dite: “Testimoniate che noi siamo musulmani”." (Corano 3:64).
No. Il Corano riporta la dottrina come è definita: un solo Dio in tre persone. È precisamente questa formulazione che l'unicità islamica non può accettare, anche se l'intenzione cristiana è proclamare un solo Dio.
No. La parola non appare da nessuna parte nella Bibbia: la dottrina fu formulata ai concili del IV secolo per articolare versetti divergenti. Altri versetti, come Giovanni 17:3 o Marco 13:32, mantengono una distinzione netta tra Gesù e Dio.
No. Il Corano onora i cristiani (Corano 5:82) e li invita al dialogo "con belle maniere" (Corano 29:46). Ciò che è rifiutato è una dottrina sulla natura di Dio, non persone.