Home > Confutazioni e risposte alle accuse > Le donne hanno il diritto di andare in moschea?
L'hadith del Profeta contro chi vieta, le donne di Medina in moschea, le regole reali, e ciò che valgono i divieti di costume.
Sì: il Profeta (pace su di lui) ordinò: "non impedite alle serve di Allah di andare alle moschee di Allah" (riportato da al-Bukhari e Muslim). Le donne pregavano dietro di lui a Medina, assistevano agli insegnamenti e ponevano le loro domande in pubblico. La casa resta per loro un'opzione meritoria ("la loro casa è loro preferibile", riportato da al-Bayhaqi): una preferenza, mai un divieto.
Somario:
Aggiornato il 17 ottobre 2026 alle 21h55
📖 2 min di letturaIl testo fondatore è categorico: "non impedite alle serve di Allah di andare alle moschee di Allah" (riportato da al-Bukhari e Muslim). La formula è un ordine rivolto agli uomini che vorrebbero restringere: la porta della moschea è aperta alle donne per parola profetica esplicita. Lo stesso corpus aggiunge la sfumatura: la casa della donna le è preferibile come luogo di preghiera (riportato da al-Bayhaqi), una facilità che riduce i suoi spostamenti senza mai chiudere la porta.
A Medina, le donne pregavano dietro il Profeta (pace su di lui) nella moschea stessa, in file proprie, assistevano ai sermoni e interrogavano pubblicamente: il Corano risponde nominalmente a una di loro venuta a lamentarsi del marito (Corano 58:1). Le prime generazioni hanno seguito le lezioni, imparato il Corano e trasmesso la religione dalla moschea: è il precedente che ogni costume contrario deve affrontare. La pagina l'islam considera inferiori le donne? tratta la cornice generale.
Il fiqh inquadra la presenza (file separate, rispetto della preghiera, abbigliamento pudico comune ai due sessi): regole di convivenza, non di esclusione. I divieti totali venuti da certi costumi contemporanei non hanno alcun testo: sostituiscono l'hadith con l'abitudine, e i sapienti che li difendono non citano mai "non impedite alle serve di Allah".
La stessa devozione è attesa da entrambi davanti ad Allah: "In verità i musulmani e le musulmane, i credenti e le credenti, i devoti e le devote, i leali e le leali, i perseveranti e le perseveranti, i timorati e le timorate, quelli che fanno l'elemosina e quelle che fanno l'elemosina, i digiunatori e le digiunatrici, i casti e le caste, quelli che spesso ricordano Allah e quelle che spesso ricordano Allah, sono coloro per i quali Allah ha disposto perdono ed enorme ricompensa." (Corano 33:35). La pagina l'islam vieta la scuola alle bambine? tratta l'altro divieto inventato.
Per costume locale o mancanza di spazio, mai per religione: l'hadith che vieta di vietare è nelle due raccolte autentiche. Le moschee che dispongono di uno spazio per le donne seguono la sunna di Medina; quelle che rifiutano ogni spazio tradiscono un testo esplicito.
No, ed è la sfumatura giusta: la preghiera in moschea è obbligatoria per l'uomo, e meritoria per la donna, che può pregare a casa con la stessa ricompensa e perfino una facilità supplementare (riportato da al-Bayhaqi: la loro casa è loro preferibile). Il diritto di entrare è totale; l'obbligo è differenziato: è un accomodamento, non un'esclusione.
Sì, documentato: pregavano dietro di lui a Medina, nelle file loro riservate, assistevano ai sermoni e gli ponevano domande in pubblico, al punto che il Corano risponde a una di loro (Corano 58:1). La moschea di Medina non conosceva il muro dei divieti.