Home > Confutazioni e risposte alle accuse > L'islam vieta la scuola alle bambine?
Il dovere di conoscenza per ogni musulmano, Aisha prima autorità dell'islam, le dottrici della storia, e ciò che valgono i divieti contemporanei.
No: "cercare la conoscenza è un dovere per ogni musulmano" (riportato da Ibn Majah), e la parola musulmano designa l'uomo e la donna. Aisha, la moglie del Profeta (pace su di lui), è rimasta 47 anni la prima autorità dell'islam in hadith e fiqh, e la storia islamica conta migliaia di dottrici il cui insegnamento seguivano gli stessi compagni. I divieti scolastici che colpiscono le bambine sono decisioni politiche contemporanee, non una regola della religione.
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Aggiornato il 17 ottobre 2026 alle 21h55
📖 2 min di letturaL'hadith fondatore non conosce distinzione: "cercare la conoscenza è un dovere per ogni musulmano" (riportato da Ibn Majah).
La parola musulmano copre l'uomo e la donna, e le compilazioni del fiqh l'hanno intesa così: l'educazione della bambina è un dovere della famiglia, con le stesse materie del maschio, e le scienze utili alla vita sono lecite per entrambi. Il corpus autentica perfino la promessa parallela: chi prende una via per cercare la conoscenza, Allah gli facilita la via del paradiso (riportato da al-Hakim, conforme alle condizioni dei due Sahih).
La prova vivente è la casa stessa della rivelazione: Aisha, morta nel 678, ha trasmesso più di 2000 hadith, corretto compagni, e insegnato 47 anni ai più grandi giuristi di Medina (documentato nella Sira di Ibn Hisham e nelle raccolte).
Dietro di lei, la storia islamica conta migliaia di dottrici: Nafisa d'Egitto, il cui insegnamento seguiva l'imam al-Shafi'i; Karima al-Marwaziyya, trasmettitrice del Sahih di Bukhari alla Mecca; e decine di migliaia di donne nominate nelle catene di trasmissione. La pagina l'islam considera inferiori le donne? tratta l'uguaglianza di dignità, e il versetto che la fonda: "In verità i musulmani e le musulmane, i credenti e le credenti, i devoti e le devote, i leali e le leali, i perseveranti e le perseveranti, i timorati e le timorate, quelli che fanno l'elemosina e quelle che fanno l'elemosina, i digiunatori e le digiunatrici, i casti e le caste, quelli che spesso ricordano Allah e quelle che spesso ricordano Allah, sono coloro per i quali Allah ha disposto perdono ed enorme ricompensa." (Corano 33:35).
I divieti scolastici che colpiscono le bambine in certi paesi sono decisioni di governi contemporanei, prese contro il parere della grande maggioranza dei sapienti musulmani del mondo e senza alcun fondamento testuale: nessun versetto chiude una scuola.
Giudicare l'islam da questi decreti è giudicare una religione dai palazzi che la detengono: il libro dice l'inverso, e le cifre lo confermano (le università dei paesi musulmani sono a maggioranza frequentate da studentesse). La pagina l'islam è compatibile con la laicità? tratta il rapporto con gli Stati, e la pagina l'hijab è imposto? il versante vestimentario.
Questi divieti sono decisioni politiche di governi contemporanei, condannate dalla maggioranza dei sapienti musulmani del mondo e contrarie ai testi: nessun versetto, nessun hadith vieta la scuola di una bambina. Giudicare una religione da un governo è giudicare il cristianesimo da tutti i regimi che l'hanno deviato: la regola è nei testi, non nei palazzi.
Sì: la medicina è una sunna (la pagina l'islam rifiuta la medicina moderna? lo dettaglia), e la storia islamica conta donne mediche, giuriste e professoresse dai primi secoli. Il dovere di conoscenza non conosce materia vietata: conosce la moralità nell'esercizio, per i due sessi.
Sì, documentato: dopo la morte del Profeta (pace su di lui), i più grandi compagni venivano a interrogarla, e lei ha trasmesso più di 2000 hadith. La prima autorità sapiente dell'islam per 47 anni è stata una donna: l'argomento storico chiude il dibattito.