Home > Confutazioni e risposte alle accuse > L'islam prescrive l'urina di cammello?
Il testo esiste: beduini malati trattati con latte e urina di cammella, secondo la medicina del loro ambiente. Il dossier completo racconta anche il loro crimine e la sua punizione. Ciò che questo racconto è e non è: un rimedio di caso, mai una norma.
No: il testo riguarda un caso preciso, beduini colpiti da una malattia che li indeboliva, giunti a Medina, ai quali il Profeta (pace su di lui) prescrisse il latte e l'urina di cammella, rimedio della medicina tradizionale del loro ambiente (riportato da al-Bukhari e an-Nasa'i 4027). I sapienti l'hanno sempre classificato come prescrizione particolare di un malato, mai come norma generale. L'islam non ha alcuna terapeutica obbligatoria: la medicina vi è contestuale, la sharia fissa il lecito e l'illecito, non la ricetta.
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Aggiornato il 17 ottobre 2026 alle 21h55
📖 3 min di letturaUn gruppo di beduini della tribù di Ukl o Urayna arriva a Medina gravemente colpito, il corpo ingiallito e il ventre gonfio. Il Profeta (pace su di lui) li manda al pascolo delle sue cammelle con l'ordine di bere il loro latte e la loro urina (riportato da an-Nasa'i 4027): la farmacopea araba dell'epoca usava questo trattamento contro le affezioni addominali di questo tipo, e il Profeta (pace su di lui) prescribe secondo la medicina del suo ambiente, come altrove ordinerà di curarsi. Gli uomini guariscono.
Il racconto continua: guariti, uccidono il pastore, rubano la mandria e scompaiono; raggiunti, subiscono la pena del brigantaggio armato (riportato da al-Bukhari). Un solo racconto, due affari: il rimedio dei malati e la giustizia per gli assassini, separati dall'origine.
La sharia fissa il lecito e l'illecito: la preghiera, il digiuno, il divorzio, le pene. La medicina non ne fa parte: il Profeta (pace su di lui) disse chiaramente che le sue raccomandazioni di salute sono pratiche consultive, e mandò malati a consultare i medici.
I sapienti di tutte le scuole hanno classificato questa prescrizione tra i rimedi di caso: ciò che è ordinato a un malato per un male non è né una norma né una pratica cultuale. Nessun giurista nella storia ne ha dedotto una regola generale, e le istituzioni mediche musulmane di oggi non la raccomandano: le terapie si giudicano per la loro efficacia provata, come già diceva il principio classico della medicina profetica.
La punizione che termina il racconto non ha nulla a che vedere con il rimedio: si tratta del brigantaggio armato, l'assassinio di un pastore seguito dal furto della mandria, che il Corano inquadra precisamente: "La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso," (Corano 5:33).
La punizione del brigantaggio ha la sua pagina le pene della sharia, e la versione completa del racconto, con i dettagli più duri riportati da certe catene, è stata discussa dai sapienti dell'hadith nel quadro del qisas e della reciprocità del crimine: il dossier giuridico è quello dell'omicidio con tortura, non quello di una terapeutica.
Non prova né una terapeutica generale, né una norma sanitaria, né un trattato di medicina: la medicina profetica è un genere a parte, fatto di raccomandazioni contestuali che i più grandi giuristi non trasformarono mai in legge. Il musulmano malato cerca il trattamento che la medicina del suo tempo prova efficace: è la regola della tradizione, da Ibn Sina agli ospedali di oggi. La pagina l'islam rifiuta la medicina moderna? tratta la cornice generale.
No: nessun obbligo, nessuna raccomandazione generale. Il racconto descrive un trattamento prescritto a malati precisi secondo la farmacopea araba dell'epoca, che usava questo rimedio contro certe affezioni addominali. I sapienti di tutte le scuole l'hanno classificato tra le prescrizioni mediche contestuali: ciò che guarisce un caso non diventa mai una regola di religione.
Il diritto islamico distingue la categoria rituale e l'uso medico: una sostanza impura nel senso della purezza liturgica può essere usata come farmaco quando un medico competente la stima utile, salvo ciò che è nocivo o vietato come l'alcol. È la regola classica del fiqh della medicina, applicata a questo caso dai commentatori dall'epoca dei compilatori.
Guarirono, poi uccisero il pastore loro affidato e rubarono i cammelli: il racconto termina con il loro inseguimento e l'applicazione della pena del brigantaggio armato, quella del versetto: "La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso," (Corano 5:33). Il dossier separa nettamente il rimedio per i malati e la pena per gli assassini: due affari in un solo racconto.