Vieta l'islam tutti i piaceri?

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Alcol, gioco, promiscuità sono vietati, ma cibo, intimità coniugale, ricchezza e bellezza sono lecite e benedette: la vera tabella dei piaceri nell'islam.

Risposta breve su l'islam e i piaceri

No. L'islam vieta alcuni piaceri precisi (alcol, gioco, fornicazione, usura) per ciò che distruggono, e dichiara lecite per difetto tutti gli altri: il buon cibo, l'intimità coniugale ricompensata, la ricchezza, l'ornamento, il viaggio, il riso del Profeta (pace su di lui). La regola del fiqh fissa la cornice: la cosa è permessa fino a prova di divieto, e il divieto ha sempre una ragione protettiva enunciata o discernibile.

Aggiornato il 17 ottobre 2026 alle 21h55

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La regola di base: lecito per difetto

Il fiqh musulmano comincia con una regola che l'accusa ignora: la cosa è permessa finché un testo non la vieti. I divieti alimentari stanno in poche righe (il maiale, la bestia morta, il sangue, l'animale sacrificato ad altro che Allah: Corano 5:3); i divieti di condotta sono nominati uno a uno con la loro ragione.

Tutto il resto: il cibo dei popoli del Libro, i frutti, i profumi, i vestiti belli, l'arredamento, lo sport, il mare, la musica secondo la nota divergenza sapiente, è il dominio immenso del lecito. Un Libro che apre la rubrica con "mangiate di ciò che Allah vi ha concesso di lecito e buono" (Corano 5:88) non ha la psicologia di un vietatore universale.

Cosa l'islam vieta, e perché

La lista dei divieti maggiori è breve, e ogni voce protegge una facoltà: l'alcol e le droghe proteggono la ragione, il gioco protegge il bene delle famiglie, la fornicazione protegge la parentela e il cuore, l'usura protegge il debole dal capitale, la menzogna protegge la società.

Il Corano nomina l'alcol e il gioco "un'impurità, un'opera del Demonio" prima di vietare la strada (Corano 5:90): il divieto è motivato, esposto, argomentato. E lo stesso Libro precisa i casi di necessità (il bisogno impellente rende lecito ciò che salva): il divieto islamico ha valvole di sfogo; non è né cieco né assoluto.

Cosa l'islam concede e ricompensa

La tabella positiva è immensa: il buon cibo, l'ornamento che il Corano offre ai suoi servi ("Chi ha vietato l'ornamento di Allah che Egli ha prodotto per i Suoi servi, e le buone provviste?", Corano 7:32), l'intimità coniugale dipinta come atto ricompensato (riportato da Muslim: nell'atto intimo di ciascuno di voi c'è un'elemosina), la ricchezza lecita lodata quando onesta e ridistribuita, il viaggio, la caccia, la competizione sportiva (il Profeta (pace su di lui) incoraggiava nuoto, tiro e equitazione), il riso e lo scherzo veritiero.

La vita pia dell'islam è una vita piena, incorniciata, non amputata.

L'alcol: il caso di scuola

I polemisti citano il divieto dell'alcol come prova di una religione ostile al piacere. Il bilancio inverso è pubblico: l'Organizzazione mondiale della sanità classifica l'alcol tra le prime cause evitabili di mortalità, violenze domestiche e incidenti.

L'islam lo vietò per gradi, con 14 secoli di anticipo sulle politiche di salute pubblica, e il suo bilancio sociale nelle società che lo rispettano è osservabile. Vietare ciò che uccide il giudizio non è distruggere il piacere: è proteggerlo dalla propria distruzione. La pagina l'islam è violento? applica lo stesso metodo del bilancio reale a un'altra accusa.

Il piacere ha un confine: la dignità

Ciò che l'islam rifiuta è il piacere che distrugge l'uomo o l'altro: la dipendenza, lo sfruttamento, l'umiliazione, la carne venduta. Il confine non è religioso contro umano; è l'interno stesso dell'umano: ogni civiltà incornicia i suoi piaceri; l'islam lo fa con ragioni enunciate e un paradiso promesso ai pazienti.

Il credente non è un asceta condannato: è un uomo libero che sa dove finisce il bene. La pagina dopo la conversione descrive la vita reale del nuovo musulmano, piaceri compresi.

Domande frequenti su l'islam e i piaceri

Perché l'alcol è vietato nell'islam?

Il Corano lo nomina un'impurità del demonio tra le altre e vieta la strada che vi conduce (Corano 5:90): il bilancio sociale dell'alcol (violenze, incidenti, dipendenze, famiglie rotte) è pubblico. Il divieto protegge la ragione, l'unica facoltà che impegna l'uomo davanti ad Allah.

È triste la vita di un musulmano?

Il Profeta (pace su di lui) rideva, scherzava, amava il miele, i vestiti piacevoli e la corsa con la moglie. L'islam conosce la gioia, la festa (le 2 Aid), il matrimonio, i regali: la sua tristezza è riservata al peccato, non alla vita.

Perché tanti divieti alimentari e vestimentari?

In realtà sono pochi e ognuno porta la sua logica: il maiale e la bestia morta per la salute, l'oro e la seta per gli uomini come prevenzione dell'ostentazione, l'abbigliamento per la dignità. Il Corano riassume lo spirito: Allah vuole facilitarvi, non ostacolarvi.

Fonti: Corano 5:90 (l'alcol e il gioco) · Corano 7:32 (l'ornamento e il buon cibo) · Muslim (l'intimità coniugale ricompensata)

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