Home > Confutazioni e risposte alle accuse > È il Dio dei musulmani la luna?
La parola Allah nelle lingue semitiche, la teoria di Hubal e la sua distruzione, la mezzaluna ottomana tardiva, e la definizione coranica in 4 versetti.
No: è una teoria degli anni 1990 senza alcun fondamento. "Allah" è la parola araba per Dio, cugina dell'ebraico Eloah e dell'aramaico Alaha: i cristiani arabofoni pregano Allah da prima dell'islam, e la Bibbia araba dice Allah.
La mezzaluna delle bandiere data dagli Ottomani (XV secolo), ben dopo la rivelazione. E il Corano vieta esplicitamente di adorare la luna: "La notte e il giorno, il sole e la luna sono fra i Suoi segni: non prosternatevi davanti al sole o davanti alla luna, ma prosternatevi davanti ad Allah che li ha creati, se è Lui che adorate." (Corano 41:37).
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Aggiornato il 17 ottobre 2026 alle 21h55
📖 3 min di letturaLa linguistica decide il dibattito: Allah è la parola araba per "il Dio" (al-Ilah contratto), dalla stessa radice dell'ebraico Eloah ed Elohim e dell'aramaico Alaha, la lingua parlata dal Cristo storico.
Le Bibbie arabe, stampate da cristiani per cristiani, traducono Dio con Allah da secoli, e le decine di milioni di cristiani arabofoni (Egitto, Libano, Siria, Iraq, Palestina) pregano Allah ogni domenica. Se Allah fosse un dio luna arabo, bisognerebbe spiegare perché le chiese arabe lo invocano: la parola appartiene alla lingua, non a un idolo.
La teoria del dio luna, resa popolare negli anni 1990 da un pastore americano, parte da un idolo chiamato Hubal, presente nella Kaaba prima dell'islam, a volte associato da alcuni storici a tradizioni astrali. Il problema: Hubal è un idolo tra circa 360, e il Corano ordina la distruzione di tutti, Hubal compreso, cosa che il Profeta (pace su di lui) fece nel 630.
Una religione che distrugge l'idolo non lo adotta: l'argomento si rovescia in prova. E la storia religiosa araba preislamica conosce hanif, monoteisti in cerca del Dio di Abramo, che il Corano onora: il terreno non era esclusivamente politeista.
La mezzaluna delle bandiere musulmane data dagli Ottomani (XV-XVI secolo), che ne fecero un emblema militare e dinastico dopo la presa di Costantinopoli; gli Stati moderni la resero generica nel XX secolo (bandiere, Mezzaluna Rossa in risposta alla Croce Rossa).
L'islam del VII secolo non aveva alcun simbolo grafico: né mezzaluna né bandiera di culto. Un simbolo politico tardivo non definisce una teologia, e il Corano vieta precisamente l'adorazione degli astri: "La notte e il giorno, il sole e la luna sono fra i Suoi segni: non prosternatevi davanti al sole o davanti alla luna, ma prosternatevi davanti ad Allah che li ha creati, se è Lui che adorate." (Corano 41:37).
Il Corano definisce Allah in un'intera sura di 4 versetti: "Di’: “Egli Allah è Unico," (Corano 112:1). Nessun dio luna vi figura: un Creatore unico, senza filiazione, senza eguale, che crea gli astri e non è tra loro. Il Corano afferma inoltre che le stesse ambasciate celesti tremano davanti a Lui e che "gli sguardi non possono raggiungerLo" (Corano 6:103): la teologia islamica è la più antiastrolatra dei monoteismi, quella che riformò un'intera città di adoratori di astri in un solo giorno di purificazione del santuario.
La teoria del dio luna circola attraverso i canali di condivisione senza mai incontrare il metodo: ignora la linguistica semitica, l'uso cristiano arabo della parola, la distruzione documentata di Hubal e il testo coranico stesso. Gli orientalisti accademici, anche i più critici verso l'islam, non la sostengono: appartiene alla polemica di internet, non alla ricerca.
Il musulmano vi risponde con i fatti linguistici e storici, e col versetto che chiude tutto: il Corano vieta di adorare la luna e manda ad adorare Colui che la creò. La pagina Allah e Yahweh compara i nomi dell'unico Dio tra le tradizioni.
La mezzaluna è un emblema politico ottomano (XV-XVI secolo), divenuto generico con le bandiere nazionali nel XX secolo. L'islam del VII secolo non aveva alcun simbolo grafico: né mezzaluna né colore istituito. È un emblema di Stati moderni, non un oggetto di culto.
Fu resa popolare negli anni 1990 da un pastore americano, a partire da una confusione tra Hubal (un idolo tra i 360 distrutti alla conquista della Mecca) e Allah. La linguistica semitica e la storia documentata la confutano interamente: nessuna accademia la sostiene.
Sì, da sempre: la Bibbia araba, le preghiere e le liturgie copta, maronita e melchita usano Allah, come il maltese (cattolico) dice Alla. La parola appartiene a tutta la famiglia delle lingue semitiche (Eloah ebraico, Alaha aramaico, Allah arabo): è il nome dell'unico Dio nella lingua.