Home > Confutazioni e risposte alle accuse > La testimonianza di due donne vale quella di un uomo?
Il versetto 2:282 chiede due donne al posto di un uomo in un caso preciso: il debito scritto. La regola, la sua ragione d'essere, i casi in cui basta la testimonianza di una sola donna, e la risposta all'accusa.
Il versetto 2:282 chiede due donne al posto di un uomo in un solo caso preciso: la testimonianza su un debito scritto tra due persone, perché una delle due richiami l'altra se dimentica. Non è una regola generale per tutte le testimonianze: una donna sola può trasmettere un hadith (i sapienti lo accettano), testimoniare in altri campi, e la sua testimonianza vale quella di un uomo in certi casi secondo le scuole.
Aggiornato il 17 ottobre 2026 alle 21h55
📖 2 min di letturaIl versetto tratta un caso unico: la redazione di un debito tra due persone. Chiede che uno scrivano scriva, che il debitore detti, che due testimoni uomini siano presenti, e aggiunge: "prendete due testimoni tra i vostri uomini; e se non ci sono due uomini, un uomo e due donne tra quelli che approvate come testimoni, così che, se una delle due sbaglia, l'altra possa ricordarglielo" (Corano 2:282).
La ragione data dal versetto stesso è la memoria, non l'intelligenza né l'affidabilità: la legge anticipava il rischio di dimenticanza in un campo (le cifre di un debito) dove l'esperienza dell'epoca mostrava le donne meno esposte alle transazioni finanziarie. È una regola contestuale, non una dichiarazione generale sul valore della testimonianza femminile.
Il diritto musulmano accetta la testimonianza di una sola donna in molti campi: le caratteristiche del neonato (dove basta un'ostetrica), i difetti di un bene (dove basta un'esperta), le questioni intime del corpo femminile (dove i sapienti esigono persino la testimonianza di donne).
E per la trasmissione dell'hadith, la donna è accettata come narratrice a pieno titolo: il diritto haditico non fa alcuna differenza tra uomo e donna sull'affidabilità della trasmissione: per questo Aisha, Hafsah, Asma e centinaia di altre donne contano tra i più grandi narratori dell'islam. La pagina l'eredità delle donne tratta l'altra accusa simmetrica sui diritti patrimoniali.
Le scuole divergono: i hanafiti lo permettono per tutti i casi, le altre lo limitano ai casi in cui la sua testimonianza è accettata. Donne sono state giudici nella storia musulmana e la discussione resta aperta.
No: il versetto spiega la sua ragione con una possibile distrazione (Corano 2:282: "perché, se una delle due sbaglia, l'altra possa ricordarglielo"), non con un'incapacità intellettuale. E il Corano fa della donna il modello della migliore memoria religiosa: Aisha è la prima fonte del diritto musulmano in hadith e fiqh.