Home > Confutazioni e risposte alle accuse > Dice il Corano che il sole tramonta in una sorgente fangosa?
Il testo completo del versetto, la lettura percettiva degli esegeti classici, il linguaggio di osservazione del Corano, e la falla dell'argomento polemico.
Il versetto 18:86 descrive ciò che Dhul-Qarnayn vide dal punto più a occidente del suo viaggio: "quando giunse al tramonto, trovò che il sole tramontava in una sorgente fangosa" (Corano 18:86).
Il verbo "trovò" (wagada) segna la percezione da un luogo: l'uomo al bordo di un orizzonte marittimo vede il sole tuffarsi nell'acqua, in ogni lingua umana. Il Corano usa lo stesso linguaggio di osservazione per il levarsi (Corano 18:90), e nessun sapiente musulmano insegnò mai che la terra finisce in un pantano: gli esegeti classici leggono il versetto come descrizione del punto di vista del viaggiatore.
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Aggiornato il 17 ottobre 2026 alle 21h55
📖 3 min di letturaIl versetto 18:86 si legge nella sua cornice: Dhul-Qarnayn, il viaggiatore che il Corano presenta come un giusto sovrano, "trovò che il sole tramontava in una sorgente fangosa, e presso di essa trovò un popolo". E il capitolo continua simmetricamente: "quando giunse al levarsi, trovò che il sole sorgeva su un popolo al quale non avevamo dato riparo per proteggersi da esso" (Corano 18:90).
La coppia tramonto-levarsi è trattata nello stesso linguaggio: un uomo che viaggia fino ai confini ovest ed est del suo percorso e vede il sole da quei punti. Il testo non dice che la terra finisce nell'acqua: dice ciò che il viaggiatore trovò dal suo punto di vista, come il capitolo dice che trovò un popolo al levarsi.
I commentatori classici trattarono il versetto con la stessa lettura, secoli prima della polemica moderna: Dhul-Qarnayn giunse al punto più lontano verso ovest che la sua spedizione poté raggiungere, una costa marittima, e di là il sole gli apparve tuffarsi nell'acqua.
Il verbo wagada ("trovò, sperimentò") sostiene questa lettura: segna la percezione del soggetto, non l'asserzione cosmologica. Nessun detto del tafsir classico insegnò mai che il sole si tuffa fisicamente in un pantano: la polemica moderna attribuisce al versetto una lettura che 14 secoli di esegesi non produssero mai.
Il Corano parla come parlano gli uomini: il sole "corre verso una dimora assegnatagli" (Corano 36:38), la notte "si avvolge" sul giorno (Corano 39:5), il sole "sorge" e "tramonta".
Questo linguaggio fenomenologico è quello di ogni lingua umana: il francese moderno, la scienza francese e i manuali di fisica dicono ancora che il sole sorge. Esigere dal Corano un trattato di astronomia travestito, poi accusarlo di non esserlo, è l'argomento circolare solito: il Libro si presenta come un richiamo morale per gli uomini, non come un manuale di cosmografia, e il suo linguaggio segue la sua missione.
L'argomento suppone che il versetto asserisca una cosmologia (il sole si tuffa in un pantano terrestre) per concludere l'errore scientifico. Ma l'asserzione del testo è narrativa: Dhul-Qarnayn così trovò il sole dall'estremo ovest del suo cammino.
L'argomento cade anche per assurdo interno: lo stesso capitolo descrive il levarsi allo stesso modo, e nessuno accusa il Corano di credere che il sole nasca da un popolo. La simmetria dei 2 versetti è l'indizio che la scena è descritta dal suolo, vista dall'uomo, come gli esegeti hanno sempre detto. La pagina contiene il Corano contraddizioni? tratta l'accusa generale contro il testo, e la pagina dice il Corano che la Terra è piatta? prosegue il versante cosmologico.
No: il testo descrive ciò che vide dall'estremo ovest della sua spedizione, non una cosmografia. Un viaggiatore al bordo di un vasto oceano a ovest vede il sole tuffarvisi: è ciò che "lo trovò" esprime, e i commentatori classici lo dicono da 14 secoli.
Perché il testo non ha nulla da riparare: la lettura percettiva è quella classica, attestata negli esegeti più antichi. Riscrivere la rivelazione per soddisfare polemisti che leggeranno sempre male sarebbe tradire il testo e ammettere una colpa che non esiste.
Sì, ovunque: il sole che corre verso la sua dimora assegnata (Corano 36:38), la luna descritta come luminosa, la terra distesa per l'uomo. È il linguaggio di tutta l'umanità: il francese moderno dice che il sole sorge senza che nessuno accusi la lingua francese di crederlo.