Il versetto 4:34 autorizza a picchiare la moglie?

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Il versetto più attaccato del Corano: la sua struttura in tre tappe graduate, il significato dibattuto della parola daraba, la pratica del Profeta (pace su di lui) che mai colpì una donna (Sahih Muslim 2328), e la posizione dei sapienti sulla violenza coniugale.

Risposta breve su il versetto 4:34 e il percuotere la moglie

Il versetto 4:34 descrive un protocollo graduato di risoluzione del conflitto (ammonizione, poi separazione dei letti, poi un gesto simbolico discusso dai sapienti), e il Profeta (che la pace e la benedizione di Allah siano su di lui) mai colpì una donna né un servo in vita sua (Sahih Muslim 2328): "i migliori di voi sono i migliori con le proprie mogli" (at-Tirmidhi 3895).

La violenza coniugale è un reato punito dalla legge, e i sapienti dell'islam lo insegnano: il gesto simbolico del versetto, se esiste, non è un permesso di violenza.

Aggiornato il 17 ottobre 2026 alle 21h55

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Il protocollo in tre tappe del versetto

Il versetto tratta un caso preciso: la nushuz, la ribellione coniugale: l'ostilità e il disprezzo manifesti di una moglie verso il marito, in una società dove la famiglia è la cellula protetta. Il protocolto è graduato: prima l'ammonizione (parlare, richiamare Allah e l'impegno), poi la separazione dei letti (l'allontanamento nello stesso letto, la distanza che fa prendere coscienza), poi una terza tappa la cui parola araba daraba ha fatto versare molto inchiostro. Ciò che il versetto non è: un permesso di violenza.

La prova vivente è nella pratica di chi lo ricevette: Aisha (che Allah si compiaccia di lei), che viveva nella sua intimità, testimonia che il Profeta (pace su di lui) "mai colpì alcunché con la mano: né una donna, né un servo" (Sahih Muslim 2328).

Il significato dibattuto della terza tappa

I sapienti classici limitarono il daraba finale a un gesto simbolico rigorosamente non doloroso: Tabari riporta da Ibn Abbas "una percossa non dolorosa" (ghayr muharrith), paragonata nella tradizione al colpo del siwak: un segnale d'allarme solenne, non una punizione fisica.

I sapienti contemporanei insegnano che le prime due tappe sono l'essenza del versetto, che la terza tappa è un ultimo segnale di crisi in un quadro statale dove la famiglia protetta non poteva essere facilmente sciolta, e che la vera violenza coniugale è un reato punito dalla legge: il musulmano che colpisce la moglie risponde davanti ad Allah e davanti alla giustizia.

Il Corano inquadra tutto il capitolo con la regola precedente: "O voi che credete, non vi è lecito ereditare delle mogli contro la loro volontà. Non trattatele con durezza nell'intento di riprendervi parte di quello che avevate donato, a meno che abbiano commesso una palese infamità. Comportatevi verso di loro convenientemente. Se provate avversione nei loro confronti, può darsi che abbiate avversione per qualcosa in cui Allah ha riposto un grande bene." (Corano 4:19), e con l'hadith: "i migliori di voi sono i migliori con le proprie mogli, e io sono il migliore di voi con le mie mogli" (at-Tirmidhi 3895).

Ciò che il versetto non dice

Non dice che l'uomo possa picchiare la moglie quando vuole: il protocollo si applica solo alla nushuz manifesta (il disprezzo ostile dichiarato), in un ordine imposto, con tappe che richiedono settimane, in una logica di riconciliazione e non di punizione: e il Corano conclude il passaggio con l'esito sperato: "Se temete la separazione di una coppia, convocate un arbitro della famiglia di lui e uno della famiglia di lei. Se [i coniugi] vogliono riconciliarsi, Allah ristabilirà l'intesa tra loro. Allah è saggio e ben informato." (Corano 4:35), con la raccomandazione di un arbitro da ciascuna parte.

Il musulmano che vuole conoscere la posizione della sua religione sulla violenza coniugale la legge nella pratica del Profeta (pace su di lui): zero colpi, misericordia proclamata, e la classificazione della violenza coniugale tra le peggiori condotte. Le pagine diventare musulmana e l'eredità delle donne trattano le altre accuse sullo status della donna nell'islam.

Domande frequenti su il versetto 4:34 e il percuotere la moglie

Il Profeta colpì mai una donna?

No. Aisha (che Allah si compiaccia di lei) testimonia: "il Profeta (pace su di lui) mai colpì alcunché con la sua mano, né una donna né un servo" (Sahih Muslim 2328). La sua pratica è l'interpretazione vivente del Corano: l'ultima risorsa del versetto non fu mai applicata da chi lo ricevette.

Cosa significa la parola "daraba" in questo versetto?

Il verbo arabo daraba ha una ventina di sensi nel Corano stesso. I sapienti classici (Tabari riporta da Ibn Abbas) lo limitarono a un gesto simbolico non doloroso, e i sapienti contemporanei insegnano che l'essenza del versetto sta nelle prime due tappe: l'ammonizione e la separazione dei letti.

Fonti: Sahih Muslim 2328 · at-Tirmidhi 3895 · Corano 4:19 · Corano 4:35

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In verità Allah e i Suoi angeli benedicono il Profeta. O voi che credete, beneditelo e invocate su di lui la pace.

Al-Ahzab 33:56

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